Il Piave e alcuni acquerelli, schizzi che ho dedicato e dipinto a fine settembre ispirandomi a questo paesaggio ad alta densità di soggetti in un’atmosfera che offre molti spunti per la pittura. La zona è denominata “Antro delle Campagnole”, Nervesa della Battaglia - TV - la piccola casa del video è la “Casa croce rossa” (è un soprannome) perché è stata il set di una scena del film dedicato ad Hemingway dal titolo: “Amare per sempre”. Anche questa tappa fa parte del percorso di pittura en plein air realizzato nell’ambito delle attività promosse da Associazione Artistica Grecale.
Patrizia Biaducci - Diartedialogando - Copyright ©️ Tutti i diritti riservati
Visualizzazione post con etichetta Arte e sentimento. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Arte e sentimento. Mostra tutti i post
lunedì 4 ottobre 2021
IL Piave e acquerelli
Tag Argomenti:
AA Grafica,
Arte e sentimento,
en plein air,
video ad arte
martedì 31 marzo 2020
Emergenza coronavirus, acquista un’opera d’arte Sù Arte
mercoledì 1 gennaio 2014
All'alba del 2014
![]() |
| gif by nezart design |
la ricchezza senza lavoro
il piacere senza la coscienza
la scienza senza l'umanità
la cultura senza la responsabilità
la politica senza i principi
l'economia senza l'etica
la religione senza l'altruismo Mahatma Gandhi
domenica 6 ottobre 2013
Mai Ofelia fu più bella
![]() |
| John Everett Millais, Ofelia 1852, cm 76,2 x 101,6 (dettaglio) immagini di Tate Museum |
Nel 1579, una giovane di Stratford, Katherine Hamlett, annegò accidentalmente nel fiume Avon; conosciamo questo evento grazie ad un' inchiesta di cui restano tracce negli archivi della cittadina. L'evento dovette scuotere la piccola comunità, tanto da suggerire che Shakespeare, allora quindicenne, abbia successivamente preso spunto da questa situazione per la morte di Ofelia, dettaglio che manca nelle fonti dell'Amleto. [ndr Wikipedia, Ofelia (Amleto)]
E dopo l'Amleto, molti furono gli artisti che s' ispirarono a Ofelia e molte furono le rappresentazioni a rievocare il mito della ragazza nel ruscello, sotto il salice piangente, circondata di ghirlande di fiori che lei stessa creò prima del suicidio.
La Tate fornisce anche un elenco in immagini e dettagli di ogni fiore, uno ad uno, nonchè informazioni lungo tutto il percorso della realizzazione dell'Ofelia ad opera di John Everett Millais (1829-1896), il pittore inglese che meglio di tutti interpretò il soggetto.
Perfezionista com'era, dapprima individuò un luogo somigliante alla descrizione del dramma di Shakespeare e realizzò la pittura del paesaggio lottando contro il vento, i cigni e sciami d'insetti. Poi, ricreò la scena nel bagno facendo immergere la modella Elisabeth Siddal nella vasca piena d'acqua avvolta in un abito antico con finiture di fili d'argento che Millais aveva acquistato dopo una lunga ricerca. Cercò di matenere l'acqua calda con l'uso di lampade a petrolio poste sotto la vasca stessa. (La modella si ammalò anche gravemente e Millais rischiò un'azione legale da parte della famiglia della ragazza; fortunatamente tutto si risolse per il meglio). E' lungo l'elenco di citazioni riferite all'Ofelia di Shakespeare: dal cinema alla canzone d'autore e la poesia naturalmente, dalla fotografia all'arte contemporanea; perfino un asteroide porta il suo nome.
giovedì 22 novembre 2012
Gian Lorenzo Bernini, l'eternità dell'attimo fuggente...
![]() |
| Gian Lorenzo Bernini, Ratto di Proserpina 1621-1622, marmo h. cm 255, Roma, Galleria Borghese foto by conflictingheart by mytapas |
Gian Lorenzo Bernini (Napoli 1598 - Roma 1680) fu lo scultore e architetto più ammirato dopo Michelangelo e fu protagonista del linguaggio figurativo che dominò l'intera Europa per quasi due secoli: il Barocco. Straordinario e stupefacente nella sua ricchezza formale, lo stile di Bernini conquistò ricchi committenti come il cardinal Scipione Borghese che ordinò "Il ratto di Proserpina" quando lo scultore aveva solo ventiquattro anni. Lavorò anche alla corte del Re Sole, Luigi XIV e fu ingaggiato da illustri esponenti del mondo politico ed ecclesiastico. Figlio di Pietro Bernini, importante scultore fiorentino dell'ultimo Manierismo, Gian Lorenzo iniziò l'apprendimento presso il padre all'età di sei anni e con lui lavorò ai cantieri di Papa Paolo V a Roma già dall'età di nove anni.
Il mito di Proserpina, figlia della dea Cerere: "Plutone, dio degli inferi, stanco delle tenebre del suo regno, decise un giorno di affiorare alla luce e vedere un po' questo mondo...Dopo un lungo e faticoso cammino emerse infine su una pianura bellissima [...] Ad un tratto, volgendo lo sguardo, scorse in un prato un gruppo di fanciulle che coglievano fiori con movenze leggere, fiori tra i fiori". (tra loro Proserpina) " [Plutone] si precipitò verso di lei che, scortolo, così nero e gigantesco, con quegli occhi di fuoco e le mani protese ad artigliarla, fu colta dal terrore e fuggì [...] Il dio dell'Ade, in due falcate le fu addosso e l'abbracciò voracemente e via col dolce peso; [...] Dal racconto del celebre poeta Claudiano.
Secondo la leggenda, Cerere, madre di Proserpina, folle di dolore, chiese aiuto a Giove che impose a Plutone di restituire la fanciulla. Egli accettò ma ad una condizione: Proserpina potè ritornare in superficie a patto che trascorresse sei mesi all'anno ancora con Plutone. E così gli altri sei mesi dell'anno Cerere faceva calare il freddo e il gelo che ogni anno con il ritorno della figlia lasciava il posto al risveglio della natura alternando così le stagioni.
Fonte di studi: G. L. Bernini a cura di Tomaso Montanari-Grandi Scultori, Gruppo editoriale l'Espresso 2004. Wikipedia - Proserpina
![]() |
| Ratto di Proserpina visto difronte. Foto tratta da Grandi Scultori del gruppo editoriale l'Espresso 2004 |
martedì 8 maggio 2012
La pioggia nel pineto
![]() |
| gif by Easy please me |
del bosco non odo
parole che dici
umane; ma odo
parole più nuove
che parlano gocciole e foglie
lontane.
Ascolta. Piove
dalle nuvole sparse.
Piove su le tamerici
salmastre ed arse,
piove su i pini
scagliosi ed irti,
piove su i mirti
divini,
su le ginestre fulgenti,
di fiori accolti,
sui ginepri folti
di coccole aulenti,
piove sui nostri volti...(breve citazione della poesia) di Gabriele d' Annunzio
giovedì 3 maggio 2012
Quando gli artisti erano romantici
![]() |
| Rodin e "Il pensatore" (1902) clicca per ingrandire foto di Edward Steichen by Artist and Studio by missfolly |
Dopo aver dedicato un paio di post a Camille e Rodin, vedo che le parole chiave di ricerca sono sempre le stesse: "artisti citati in Midnight in Paris" (il film di Woody Allen del 2011), oppure "Rodin vita privata" o ancora "Camille e Rodin"...non solo la curiosità ha risvegliato l'interesse del resto mai interrotto per certi artisti del passato ma soprattutto le nuove generazioni evidentemente, si sono appassionate (sempre grazie al film di Woody Allen) e hanno scoperto personaggi e vicende romantiche che non conoscevano. Non è che a scuola si approfondisca sempre lo studio dell'arte fino a perlustrare l'intimità degli artisti; eppure è anche la molla giusta per sollecitare la curiosità e di conseguenza il desiderio di visitare gallerie e musei. Ad esempio, visitando Parigi, l'atmosfera è ancora intrisa di nostalgia degli impressionisti anche se molto è dovuto a scopo turistico e la visita a Montmartre è inclusa nel pacchetto; ma il mito è ancora forte e rimane una meta imperdibile. E visitare il Museo dell' Orangerie con le ninfee di Monet o il Museo Rodin entrambi in centro a Parigi, suscita sempre un'intensa emozione; nessun artista attualmente in voga è in grado di giungere così diritto al cuore.
Gli "artisti" più citati di questi ultimi anni, soprattutto quelli che usano gli animali e che gli animalisti denunciano (Hirst, Cattelan, Fabre e i loro prosèliti) messaggeri di morte, rappresentano la negazione del concetto di arte. Oltretutto avvalorano certe teorie lombrosiane sui caratteri degenerativi, che andrebbero rispolverate...fateci caso quando vi capita di vederli.
![]() |
| Un pittore a Montmartre, Parigi (1946) foto di Edward Clark by Artist and Studio |
sabato 7 gennaio 2012
A proposito di Camille e Rodin, segue...
Visto l'interesse che suscita la vicenda Camille - Rodin, dopo il post "Midnight in Paris, a proposito di Camille e Rodin", penso sia interessante proporvi la lettura intitolata: "Camille Claudel CORRISPONDENZA" edizione Abscondita Srl.
Si tratta della corrispondenza intercorsa fra Camille Claudel e lo scultore Auguste Rodin durante la loro passionale e dolorosa relazione sentimentale durata circa dieci anni. Ma ci sono anche lettere che Camille scrisse ai galleristi, agli amici, ai parenti soprattutto dopo il suo internamento nel manicomio di Montdevergues dove rimase per trent'anni. Nel 1886 Rodin scriveva così (pag. 28):
"Mia feroce amica,
la mia povera testa è ben malata, e non riesco più ad alzarmi la mattina. Questa sera ho camminato per ore senza trovarti nei nostri luoghi. Come mi sarebbe dolce la morte! E com'è lunga la mia agonia. Perchè non mi hai atteso all'atelier? A quale dolore ero predestinato. Ho momenti di amnesia in cui soffro di meno, ma oggi l'implacabile dolore persiste. Camille, mia bene amata nonostante tutto, nonostante la follia che sento venire e che sarà opera tua se tutto questo continua. Perchè non mi credi? Abbandono il mio Salon, la scultura; se potessi andare in un posto qualsiasi, in un paese in cui poter dimenticare ma non esiste...Ma poi in un solo istante sento la tua terribile potenza. Abbi pietà, crudele. Non ne posso più, non posso più passare un giorno senza vederti. Se no, l'atroce follia. E' finita, non lavoro più, divinità malefica, e tuttavia ti amo furiosamente..." (e la lettera prosegue, una delle più lunghe e struggenti anche se di fatto Rodin abbandonò Camille).
![]() |
| In copertina, particolare del busto di Auguste Rodin realizzato da Camille Claudel nel 1888-1892 |
giovedì 15 dicembre 2011
Midnight in Paris...a proposito di Camille e Rodin
| Auguste Rodin, (1840-1917), "Il pensatore" Parigi, Musèe Rodin |
Quando Camille realizzò "L' age mur", tradotto "L'età di mezzo" (in foto), segnò la sua separazione da Rodin dopo una relazione durata circa dieci anni. E' evidente che la ragazza in ginocchio, nuda e implorante è lei stessa mentre la "vecchia" che trascina via l'uomo ha le sembianze di Rose Beuret. Nel 1899 fu esposta per la prima volta al Salon ma lo stesso Rodin la osteggiò per l'esplicito riferimento alla sua vita privata. Ora è esposta in una sala del Musèe Rodin insieme ad altre sculture di Camille, per volere di Rodin stesso che prima di morire lasciò questa disposizione.
![]() |
| Camille a 19 anni |
![]() |
| "L'Age Mur" di Camille Claudel 1864-1943, Musèe Rodin |
martedì 29 novembre 2011
STURM UND DRANG !
una tavolozza (di patrizia biaducci)
"Sturm und Drang", letteralmente "tempesta e assalto" o "sconvolgimento e impeto"; comunque sia fu il movimento letterario che esaltò concetti come "cuore", "genio", "natura", "spontaneità" in contrapposizione alle convenzioni della borghesia e in polemica con razionalismo e classicismo. La natura è vissuta come fonte del sublime e l'arte nasce dalle forze istintive dell'individuo disobbedendo a canoni e regole per obbedire soltanto alla forza smisurata dei sentimenti.
Lo Sturm und Drang proclamò la concezione anarchica della poesia: nato dall'omonimo dramma di F.M. Klinger nel 1777, rappresentò il movimento ideologico sviluppatosi in Germania tra il 1770 e il 1785 e interessò le forze più vive della cultura tedesca come Herder, Hamann, Schiller nonchè Goethe ma l'inglese Shakespeare circa duecento anni prima, fu il modello insuperabile.
Lo Sturm und Drang ebbe una notevole importanza storica: segnò la crisi del Neoclassicismo e gettò le premesse delle teorizzazioni del Romanticismo. L'individualismo e il titanismo spingono l'eroe dello Sturm und Drang a battersi fino in fondo anche quando sa che alla fine potrebbe attenderlo la sconfitta.
approfondimento su: www.parodos.it
giovedì 13 ottobre 2011
Romantico, malinconico Friedrich
giovedì 28 luglio 2011
TANCREDI "Un disperato entusiasmo per la pittura..."
| Tancredi, 1958, ritratto di Nino Migliori Senza Titolo 1953 |
"Un disperato entusiasmo per la pittura..."questa l'introduzione della mostra, la più esaustiva retrospettiva del pittore nato a Feltre nel 1927 e morto suicida gettandosi nel Tevere a Roma, a 37 anni. La sua vita frenetica, la sua attività breve e intensa, lo portarono ad un rapido successo culminato in seguito all'incontro con Peggy Guggenheim che diffuse le sue opere presso i grandi musei e collezionisti americani. Lei fece un'eccezione per lui: lo ospitò, fu l'unico artista europeo e il primo a vivere e lavorare a "contratto" presso la sua dimora di Venezia, Palazzo Venier dei Leoni (oggi Peggy Guggenheim Collection). In quell'occasione ebbe modo di assimilare le nuove correnti degli artisti della collezione Guggenheim; Pollock e Kandinskij in particolare influenzarono la sua ricerca. La biografia di Tancredi oggi rivela aspetti importanti ed è ben documentata ma negli anni '50 le sue sperimentazioni interessarono soprattutto gli addetti ai lavori mentre dal pubblico fu spesso incompreso...gli accadimenti "romantici" segnano a volte irrimediabilmente la vita degli artisti più sensibili e Tancredi è stato associato a Van Gogh anche per aver sofferto come lui di problemi esistenziali oltre che per essersi suicidato alla sua stessa età. Dopo circa tre anni trascorsi nell'atelier in Palazzo Venier dei Leoni, la relazione con Peggy Guggenheim finì, causa la vicenda sentimentale fra Tancredi e la figlia di lei. La conseguente rottura fu forse la causa del declino...iniziarono i problemi economici per Tancredi, l'entusiasmo si spense, il suo già fragile equilibrio psicologico non ha retto, ci fu la malattia, poi il suicidio (3 anni dopo si suicidò anche la figlia della Guggenheim ma non è detto che ci sia un nesso). La mostra di Feltre comprende 150 opere, alcune provenienti dai musei americani o da collezioni e difficilmente le rivedremo tutte insieme. Ho scoperto il ciclo delle opere intitolate: "A proposito di Venezia", tempere trasparenti e luminose e i guazzi con pastello (foto sopra), raffinati accostamenti di un equilibrio straordinario. C'è tanto colore dosato con delicatezza, un susseguirsi di immagini e arditi contrasti eppure lo sguardo scorre senza stancarsi mai.
C'è anche un'importante collezione permanente in questa bella galleria feltrina e affacciandosi ad ogni finestra il paesaggio delle Vette circostanti è splendido e poetico.
Chiudiamo in bellezza sorseggiando i vini di un banchetto allestito difronte all'antica Piazza Maggiore in un'atmosfera senza tempo tra personaggi in costume medievale di velluto rosso, paggi in calzamaglia e dame con lo strascico su cui sbadatamente inciampo. Chiedo "chi siete?"
"Siamo qui per annunciare il Palio che si terrà dal 5 al 7 agosto a Feltre con feste in tutte le piazze e naturalmente la corsa dei cavalli".
Iscriviti a:
Post (Atom)


















