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sabato 31 marzo 2012

La realtà silenziosa di Giorgio Morandi


Giorgio Morandi (Bologna 1890-1964)   da "Silenzi", foto by "Abitare"
Come un monaco di antica ascendenza, attaccato ad una stessa idea per tutta la vita, Morandi meditò lungamente la sua pittura attraverso un paziente lavoro di cucitura tra idea e cosa per giungere alla sintesi dialettica che pone l'accento sull'oggetto, sulla sua vita silente nei palpiti di una luce immobile e senza tempo che vibra sottile e inquieta. Le sue nature morte tanto amate dal pubblico rappresentano oggetti semplici in una successione che assomiglia alle note di uno spartito, un "basso" continuo e una dissonanza, la luce, che come uno shock distrugge il valore plastico. Dipinse i paesaggi più belli a Grizzana sull' Appennino tosco-emiliano, unico luogo di evasione dalla vita in città. La natura si compone di verdi assolati, cieli di cenere azzurrina e ocra per strade, campi e case; solo tre colori resi con pennellate vibranti di emozione.
Studiò i grandi maestri, da Giotto a Piero della Francesca, da Chardin a Corot fino a Cézanne che fu suo punto di riferimento. Nel 1919 incontrò Carrà e De Chirico pertanto esplorò la fase metafisica; e ci fu l'incontro con Mario Broglio e il gruppo di "Valori Plastici" con i quali espose a Berlino nel 1921 ma di fatto rimase sempre un isolato. Partecipò alle due grandi rassegne del gruppo sarfattiano di Novecento a Milano nel 1926 e '29 e ad alcune edizioni della Biennale di Venezia a partire dal 1928. Il mito di Morandi, artista solitario, appartato, che praticamente non si allontanò mai dalla sua casa in via Fondazza, fuori dalle luci della ribalta, che si poneva di fronte al mondo con un atteggiamento poetico, raggiunse gli Stati Uniti e fu tra i pochi artisti italiani invitati a partecipare all'edizione del Premio Carnagie di Pittsburgh nel 1929, '30, '33, 1936 e oltre mentre alla Quadriennale di Roma del 1939 ottenne il secondo premio per la pittura. Nuovamente presente alla Biennale di Venezia nel 1948, gli fu assegnato il Gran Premio per la pittura. Dal 2003 Bologna gli ha dedicato un museo, Museo Morandi e dal 2009 è aperta al pubblico la sua casa studio in via Fondazza, 36. Una curiosità: nel 2009 il Presidente Barack Obama dimostrò il suo apprezzamento per Giorgio Morandi scegliendo due olii per la collezione della Casa Bianca.
Fonti di ricerca: Prof. Sileno Salvagnini (corso di storia dell'arte contemporanea, titolo: "Gli Stati Uniti e l'arte italiana nella prima metà del '900), Accademia di Belle Arti di Venezia.
Ordine cronologico di Alberto Martini, I maestri del colore  (F.lli Fabbri editori)

Interno di Casa Morandi, foto sito ufficiale

giovedì 23 febbraio 2012

Quattrocento stelle d'oro illuminano la notte di Giotto


particolare della volta della Cappella restaurata (foto by "Viaggio nel blu") 

A Padova, nella Cappella degli Scrovegni, il pittore fiorentino Giotto di Bondone (1267 ca - 1337) realizzò tra il 1302 e il 1305, un capolavoro tra i più preziosi della storia dell'arte: un ciclo di affreschi assolutamente innovativi a quel tempo per i quali impiegò una brillantezza di colori senza precedenti e uno stile che conferiva sentimento ai volti delle figure e, alle "scene", quell'illusione della profondità che rende tutto vivo e intenso agli occhi di chi guarda.  Il cielo è blu oltremare, tempestato di stelle a otto punte dipinte d'oro; e dello stesso blu in tutte le varianti sono pervasi i cieli degli affreschi sottostanti. Ricavò l'oltremare dall' "azzurrite", una pietra molto meno costosa della polvere di lapislazzuli (particolare emerso dal restauro del 2001).
I lavori per la Cappella degli Scrovegni gli furono commissionati da Enrico Scrovegni, ricchissimo banchiere di Padova che sperò con questo tributo ai Santi e a Cristo, di espiare le colpe del padre, spregevole usuraio citato anche da Dante nel girone infernale della Divina Commedia.
Giotto, precursore del Rinascimento, ridiede vita all'arte sul finire del Medioevo, dopo che invasioni barbariche, successive guerre e povertà dilagante, determinarono in Europa il periodo più buio dell'umanità. Fu l'anticipatore della "rinascita" artistica e culturale, spezzò il rigido conservatorismo bizantino e andò oltre. Fece rivivere lo splendore dell'arte come non accadeva più da almeno mille anni, dal tempo dei greci e dei romani del mondo antico che tutti ammiravano e ai quali Giotto fu paragonato perchè ritenuto di pari prestigio.
 vedi Cappella degli Scrovegni, Padova        vedi anche: viaggio nel blu (fonte di alcuni accenni)

Immagine dell'arco della Cappella

lunedì 13 febbraio 2012

Illustrazioni per libri d’artista (2011)



Immagine dal “libro degli alberi dorati” e “Libro della pioggia” di Patrizia Biaducci (2011)