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martedì 26 giugno 2012

Spleen

Gustav Klimt by nezart design
I greci lo consideravano una malattia del fegato, della bile per la precisione e "spleen" è la traduzione inglese. I francesi lo temevano, era il malessere che generava totale insoddisfazione e "inettitudine" e Charles Baudelaire ne fu il poeta per elezione. Rileggendo ora "I FIORI DEL MALE", all'epoca ostacolato e dibattuto perchè ritenuto immorale, notiamo che quel malessere è sempre uguale, oggi come allora. Baudelaire non pose limiti alla sua esistenza indagando "i segreti della coscienza, la vita con il suo male, l'amore e la disillusione, il peccato e il rimorso" (ndr). In seguito pubblicò anche "LO SPLEEN DI PARIGI".
Per noi italiani spleen è tristezza, depressione. Secondo i tedeschi è un dramma esserne sopraffatti, va estirpato. In tutti i casi è una manifestazione di profondo disagio esistenziale. E gl'inglesi che pensano? Hanno sempre elogiato lo spleen e Oscar Wilde l'ha celebrato nel romanzo "IL RITRATTO DI DORIAN GRAY" conferendo al personaggio dandy, snob e cinico, una sofisticata inclinazione allo spleen quasi fosse privilegio di pochi. Goethe, ne "I DOLORI DEL GIOVANE WERTHER" ha anticipato quel malessere, tipico del '900, versando fiumi di malinconia e all'epoca in Germania, il romanzo fu ritirato per contenere l'ondata di suicidi che seguirono alla sua lettura. Lo spleen è romantico, è un segreto ed intimo sentimento, una ricerca sul senso profondo dell'esistenza. Una sorta di autocompiaciuta malinconia che genera dubbi ed apprensioni "utili" alla riflessione e alla creatività sublimata dalla sofferenza e dalla nostalgia. Sandor Marai nel suo romanzo autobiografico "CONFESSIONI DI UN BORGHESE" riconosceva una qualità rara di sua moglie: "Sapeva rispettare i miei spleen"...e non faceva domande. Un tempo lo spleen si spiegava così: "mal di vivere". Molto diverso dalla comune depressione.

martedì 22 maggio 2012

Antinoo, il fascino della bellezza


particolare di busto in marmo di Antinoo (immagine dal web)

"Antinoo, il fascino della bellezza" è il titolo della mostra che si svolge a Tivoli (Roma) a Villa Adriana dal 5 aprile al 4 novembre 2012.  E' l'occasione per proporvi una lettura che spiega fino in fondo com'è nato il mito di Antinoo in un raffinato racconto tra storia e romanzo, "Memorie di Adriano" di Marguerite Yourcenar. (Edito da Einaudi dal 1963)
"Se quest'uomo non avesse conservato la pace nel mondo e rinnovato l'economia dell'impero, le sue gioie, le sue sventure m'interesserebbero meno", così afferma la scrittrice in "Taccuini di appunti" (sulle ultime pagine del libro), per spiegare quale motivo l'ha spinta a ripercorrere la vita dell'imperatore Adriano (76 -138 d.c.) e il suo incontro con il ragazzo bitino di nome Antinoo che fu suo favorito dal 124 al 130 d.c., anno della sua morte nelle acque del Nilo. L'ipotesi più probabile giunta da testimonianze del tempo racconta che il ragazzo ventenne si sarebbe suicidato per offrirsi in sacrificio agli dei perchè secondo una superstizione, così avrebbe prolungato la vita del suo amato imperatore, allora cinquantatreenne.
Dopo la morte di Antinoo, l'imperatore Adriano cadde nello sconforto più profondo e il suo dolore si trasformò in un'ossessione e per circondarsi della memoria del ragazzo e rivederlo ovunque, quasi volesse resuscitarlo, ordinò statue, busti, bassorilievi a migliaia e fece stampare il suo volto anche sulle monete. E nel medio Egitto fondò una città in suo onore, Antinopoli.
"I ritratti di Antinoo: ce n'è molti.[...], sono tutti sconvolgenti per il realismo incredibile della figura, sempre riconoscibile al primo sguardo e tuttavia interpretata in tanti modi, per questo esempio, unico nell'antichità, di sopravvivenza, di moltiplicazione nella pietra d'un volto che non era quello di un uomo di stato o d'un filosofo, ma che fu, semplicemente, amato". M. Yourcenar (1903-1987)

partcolare del busto dell'imperatore Adriano (foto dal web)


martedì 8 maggio 2012

La pioggia nel pineto

gif by Easy please me
Taci. Su le soglie
del bosco non odo
parole che dici
umane; ma odo
parole più nuove
che parlano gocciole e foglie
lontane.
Ascolta. Piove
dalle nuvole sparse.
Piove su le tamerici
salmastre ed arse,
piove su i pini
scagliosi ed irti,
piove su i mirti
divini,
su le ginestre fulgenti,
di fiori accolti,
sui ginepri folti
di coccole aulenti,
piove sui nostri volti...(breve citazione della poesia) di Gabriele d' Annunzio